C’è una frase che da bambini abbiamo sentito tutti: «Non mettere le mani nelle ruote della bicicletta mentre girano, è pericoloso». Se c’è un problema, ci si ferma, si sistema e si riparte. È una regola di buon senso, e funziona bene per le biciclette normali.

Ma esiste una bicicletta che non può fermarsi? È quella che abbiamo ricevuto in eredità e su cui pedaliamo tutti insieme: il pianeta, il territorio, la comunità in cui viviamo. Una ruota che continua a girare senza sosta, che lo vogliamo o no. E noi dobbiamo trovare il modo di aggiustarla mentre è ancora in corsa. Certo, c’è il rischio di sbagliare, di farsi male o di scontentare qualcuno. Eppure, è l’unico modo. Aspettare il momento perfetto significa lasciare che i problemi diventino ancora più grandi: specie che scompaiono, cibo sprecato, fiumi dimenticati. La vita è movimento e, quando qualcosa si ferma, finisce tutto.

È da questa idea che nascono le cose che sto cercando di fare a Casalromano. Non abbiamo grandi risorse né grandi poteri, ma abbiamo responsabilità e la possibilità di scegliere.

Per aggiustare una ruota in movimento servono mani nuove e sguardi freschi: per questo ho deciso di partire dal basso, proprio dai bambini.

Il 29 aprile 2026 la scuola primaria ha ospitato un progetto sul valore del cibo insieme a Legambiente Circolo “Vedo Verde” di Cremona. Abbiamo parlato di quello che finisce sulla nostra tavola, da dove arriva e, per fare un esempio concreto, di quanta acqua serve per produrre un chilo di carne bovina: circa 15.000 litri. Un numero che un adulto legge e spesso dimentica, ma che per un bambino di otto anni diventa qualcosa di reale e importante.

Non è stata una semplice lezione. Abbiamo fatto un patto con le famiglie: per due settimane i bambini hanno tenuto un diario dello spreco, annotando cosa veniva buttato, perché e come si sarebbe potuto evitare. Da lì, grazie alla loro creatività, sono nati disegni e manifesti che saranno raccolti e resi pubblici in biblioteca.

Il 27 maggio 2026 è stata la giornata degli uccelli. Con la LIPU di Canneto sull’Oglio e l’ornitologo Davide Mometto abbiamo toccato piume vere, osservato reperti naturalistici e tenuto in mano un nido autentico. Poi siamo usciti all’aperto: i bambini hanno scelto i posti dove metteremo le mangiatoie e i nidi artificiali, hanno capito come ogni specie si nutre in modo diverso e in quali periodi dell’anno ha più bisogno di aiuto.

In autunno, quando arriverà il freddo, le mangiatoie si attiveranno e i bambini torneranno per riempirle. Non sarà un gesto simbolico, ma qualcosa di concreto che spero lasci in loro un segno vero di rispetto verso gli animali e la natura che li circonda. Questi progetti non sono nati per caso. Da quando ho ottenuto la delega all’ambiente sto cercando di costruire qualcosa con pazienza, un passo alla volta. Nell’anno scolastico 2024/25 abbiamo fatto un primo incontro. Nel 2025/26 sono diventati due. Per il 2026/27 vorrei arrivare ad almeno tre, più altri momenti aperti a tutta la comunità.

Perché occuparsi del territorio non è solo una cosa da bambini: è una responsabilità di tutti. Per questo abbiamo creato momenti di confronto anche per gli adulti: a novembre 2025 abbiamo proiettato in biblioteca un docufilm su Giuseppe Morandi per ricordare i volti che hanno plasmato il nostro paese, mentre ad aprile 2026, insieme al CAI di Bozzolo e a Mirko Savi, abbiamo riempito la sala per parlare del fiume Chiese e di cosa rischiamo di perdere.

In questo solco si inserisce anche il Patto per la Biodiversità LIFE NatConnect2030: un accordo volontario con Legambiente Lombardia, nell’ambito di un progetto europeo cofinanziato dall’UE che coinvolge cinque regioni del Nord Italia. Ho studiato il progetto, costruito il testo degli impegni, preso accordi con diverse realtà del territorio e portato la proposta in Giunta, che lo ha approvato all’unanimità. Con quel patto, Casalromano è entrata ufficialmente nella rete dei “Custodi” del territorio: un impegno concreto su censimento del verde, educazione ambientale nelle scuole, valorizzazione del Naviglio, agricoltura biodiversa e comunicazione pubblica. Non si tratta di un documento simbolico, ma di una lista di cose da fare e da rendicontare.

Se potessi parlare a tutti i bambini che stanno crescendo, direi loro questo: «Quando guardo i problemi del pianeta e della nostra Pianura Padana mi si stringe il cuore al pensiero di lasciarvi un mondo così ferito. Mi sento responsabile. Non riuscirò a consegnarvi tutto in ordine, ma posso insegnarvi a essere coraggiosi. Seguite il vostro istinto. Credete davvero che le cose si possano cambiare, una persona alla volta, un passo alla volta. Voi un giorno avrete nuovi strumenti. Se vedrete che le cose non stanno andando per il verso giusto, prendetele in mano. Con coraggio, ascoltando quella voce dentro di voi che vi dice cosa è giusto.»

Casalromano è un paese piccolo. Ma i paesi piccoli non sono esonerati dal fare la propria parte. Anzi, è spesso proprio qui che le cose succedono davvero: dove un bambino che torna a casa con una nuova consapevolezza, riesce a trasmetterla a tutti. Per me, stringere un bullone mentre la ruota continua a girare significa parlare ai bambini, installare una mangiatoia, piantare un albero.

Il cambiamento non arriva dall’alto. Arriva da chi decide di raccogliere una cartaccia.