Hotel Vespasiano
Pantheon
Piazza di Spagna
Chiesa di Santa Maria dei Miracoli
Colonna Traiana
Altare della Patria
Foro Traiano
Altare della Patria
Foro Traiano
Anfiteatro Flavio
Anfiteatro Flavio
Anfiteatro Flavio
Foro Romano
Ponte Sant'Angelo
Mausoleo di Adriano
Città del Vaticano
Roma
Città del Vaticano
San Michele Arcangelo
Sala Paolina, Castel Sant'Angelo
Foro Boario
La Soffitta Renovatio, Piazza del Risorgimento
Termini

Roma

La stazione Termini era proprio come viene descritta in qualsiasi libro ambientato a Roma. Grande, piena di gente ed un po’ disordinata. Con fatica dal Treno raggiunsi i sotterranei. La banchina della metro era, per usare un eufemismo, affollata. Il progetto, risalente al 1940, evidenziava l’anacronismo: ora il tunnel ovoidale a banchina stretta costringeva i viaggiatori a impersonarsi nelle sardine.

Finalmente arrivato alla stazione Ottaviano, la luce del sole cominciò a fare capolino alla fine del corridoio, le scale portavano dai sotterranei verso le vie della Città. Il sole del primo pomeriggio era alto in cielo, prima abbagliò gli occhi, ma poi mi accompagnò gentilmente fino all’alloggio. La stanza del Bed & Breakfast era piccola, ma super lussuosa. Un piccolo gioiello nel cuore di Roma. Rossa e Bianca.

Sera. Metro. Piazza Barberini. Come da perfetto turista non si può non ingrassare un pò con una cena all’Hard Rock Cafe di Roma. Un hamburger enorme saziò la fame. A piedi, con la pancia piena, il viaggio continuò nelle strette vie della Città Eterna. Ecco Via del Lavatore. L’aria era fresca, ma lo stupore delle persone ammagliate dalla meraviglia della città bastava per scaldarsi il cuore.

Ad un certo punto, in un angolo sbucò la famosa Fontana di Trevi, sosta obbligata per gli innamorati, ma opera incantevole per tutti. Qui il profumo di caldarroste accompagnava l’ammirare di quel bianchissimo manufatto. C’erano ovunque migliaia di persone, in ogni via, in ogni angolo.

Via di Pietra portò prima ad affiancare il Tempio di Adriano, per poi giungere al Pantheon. La vista dell’antico Tempio riportò velocemente alla mente gli amati studi di Storia dell’Arte fatti al Liceo.

Gli scorci erano infiniti. Piazza di Spagna. Qui la Scalinata di Trinità dei Monti mise a dura prova le gambe, ma la vista da lassù era spettacolare. Vedere campanili, cupole e tetti illuminati rendeva l’atmosfera surreale. Il tempo passò senza sosta, d’un tratto però mi venne in mente che l’ultima corsa della metro era quasi partita. Veloce, giù per tutta la scalinata e poi dentro nella stazione. Per un soffio dentro nel vetusto vagone, poi all’abitazione.

La mattina successiva il suono della sveglia interruppe il riposo, la colazione fu ricca e divertente. Sempre in metro si giunse a Flaminio. Piazza del Popolo augurò il buongiorno, qui luci e colori danzavano sull’antico selciato. Da questa Piazza nasceva Via del Corso, una via lunga quasi due chilometri che alternava negozi e antichità. Essa collegava Piazza del Popolo con Piazza Venezia e il famoso Altare della Patria: il percorso era da compiere tutta a piedi, con qualche fermata: Mausoleo di Augusto, Colonna di Marco Aurelio, Palazzo Montecitorio, acquisti da Zara. Infine il Vittoriano (od Altare della Patria) che si ergeva circondato dai meravigliosi Fori Traiani e Fori Romani.

La vista dei Fori di Cesare e della Colonna Traiana era accompagnata dal suono di una cover band dei Pink Floyd, improvvisata. Sembrava un sogno la città più bella di sempre e la mia canzone preferita.

Dopo aver pranzato in un locale spagnolo con vista su Via dei Fori Imperiali, si andò prima a visitare l’Anfiteatro Flavio e poi a percorrere gli innumerevoli piani di scavi archeologici della Basilica di San Clemente al Laterano. Usciti ci si diresse sul Colle Oppio, dal quale la vista del sole che tramontava tra le finestre del Colosseo creava una vista indescrivibile.

Al Palatino dei ballerini di strada intrattenevano i passanti con mosse coreografiche. Da una panchina li vicino, invece, ci si poteva perdere tra i pensieri ammirando i resti del Tempio di Venere. Ormai buio, il rientro.

La mattina successiva era il giorno della visita alla Città del Vaticano, l’enclave Romana. Dopo aver visitato Piazza San Pietro si visitò Castel Sant’Angelo. Un edificio Cristiano ricavato nell’antico Mausoleo di Adriano. La visita era interessante sia per via della parte storica del Castello, sia per il panorama sulla Città che quest’ultimo offriva.

Il pomeriggio continuò con il perdersi tra le vie di Trastevere, tra le bolle di sapone e le statue Piazza Navona e, infine, il Lungo Tevere ed il Foro Boario.

La sera, una pizza napoletana e birra di qualità. In conclusione, limoncino prelibato.

Notte e mattina, il triste ritorno a casa.

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